La Corsica on the road, alla scoperta di luoghi insoliti dell’entroterra corso.

Ho fatto la Corsica On the road due volte, la prima volta in moto per goderne il senso selvaggio di libertà e l’altra in auto con il vantaggio di poter caricare il bagagliaio di un sacco di souvenir gustosi come piace a me!

Oggi voglio consigliarvi 6 cose da fare, vedere e gustare nell’entroterra corso, dove ho anche conosciuto un sacco di persone appassionate e amanti del proprio territorio.

Per vivere veramente l’animo apparentemente rude, con un’aria quasi montanara (e io me ne intendo vivendo in Piemonte), vi consiglio di dedicare almeno due o tre di giorni del vostro viaggio all’entroterra fatto di montagne, boschi e piccoli paesini in pietra.

1. Corte Natura e Storia al centro della Corsica

Corte è probabilmente la città migliore per partire ad esplorare l’interno dell’isola. È il cuore della Corsica e non solo in senso figurato.

“Corti” si trova nella regione centrale ed è la patria del nazionalismo corso, luogo dove Pascal Paoli ha formato il primo governo democratico dell’isola e venne firmata la prima Costituzione nazionale nel 1731.

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Corte è sede dell’unica università dell’isola e nella città merita una visita il Museo antropologico della Corsica sito nella Cittadella. Il museo si prefigge di presentare la Corsica tradizionale fino alla sua evoluzione odierna. Vi consiglio di passeggiare per le vie del borgo senza un’apparente meta, quelle sono le passeggiate che mi fanno stare bene! Ecco alcune soste imperdibili per i golosi come noi: A casa curtinese, una storica bottega alimentare che sorge a pochi metri da Place Gaffori, e entrando nella pasticceria del centro dovete assaggiare le deliziose Falculelle, pasticcini tipici preparati con il brocciu (formaggio tipico corso) e cotti sulle foglie di castagno.

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Questa zona è un paradiso naturalistico per gli amanti del trekking. Da Corte si snodano numerosi sentieri per scoprire l’essenza selvaggia e montana dell’isola accedendo alle gole della Valle della Restonica, del Tavigliano con suggestivi paesaggi montani e il Lac de Melo, il più grande lago glaciale della Corsica.

 2. Storia e archeologia in Corsica. Alla ricerca dei mehir

  • Mehir di Pieve. Nel nostro tour nella valle del Nebbio ci siamo fermati visitare le tre statue-menhir antropomorfe che si trovano davanti alla chiesa di Pieve. La posizione è curiosa, dominando la vista sulla valle sembra stiano controllando e/o salvaguardando il territorio.
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  • La storia del territorio di Patrimonio. In frazione Santa Maria ci infiliamo in una stradina e troviamo uno spiazzo con un mini anfiteatro in pietra dove l’attenzione mi cade verso l’accessibilità con spazi adibiti per disabili ben in evidenza. A fianco si erge una statua-menhir antropomorfa alta 2 metri conosciuta come U Nativu, pezzo megalitico del 800-900 a.c. Proseguendo il sentiero si arriva in cima alla collina verso la chiesa di Saint-Martin del XVI sec. che si erge verso i vigneti.
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  • I Menhir di Filitosa, il più importante sito preistorico della Corsica.
    Infine andiamo a Filitosa, che rappresenta il più importante sito archeologico della Corsica, iscritto nella lista dei cento siti di interesse del Mediterraneo. Situato nel sud dell’isola, a nord di Propriano, conserva 8000 anni di storiae attira visitatori affascinati dalla bellezza dei resti archeologici e dalla ricchezza dell’ambienta naturale.

3. I borghi della Corsica. Da Pigna a Sperloncato passando per i luoghi fantasma

Abbiamo girato tra alcuni dei borghi dell’entroterra, per assaporare l’autentica cucina locale e scovare posti unici. Ecco la nostra scelta:

  • Pigna: Una sosta nel borgo di Pigna è immancabile. Ottimo esempio di villaggio ristrutturato che attira i turisti per i diversi laboratori artigiani, i concerti presso la casa della musica e per il fascino del borgo tra mari e monti. A pranzo si può restare a gustare i piattini corsi, tipo tapas presso il ristorante che si affaccia con un balcone verso il mare.
  • Feliceto: l vetro e l’olio d’oliva costituiscono i prodotti di Feliceto. Nella chiesa di Saint Nicolas si trovano le tombe di importanti personaggi locali. All’uscita del paese vicino all’hotel, si trova la cantina Domaine Renucci.
  • Belgodere: Se si chiama Belgodere ci sarà un perché! Questo borgo fa da crocevia dalle principali località dell’entroterra per raggiungere le spiagge intorno a Ile Rousse. È bello vedere come qui i ragazzini corrono e giocano nelle piazze, gli abitanti e i turisti riescano a riprendersi dallo stress della vita quotidiana. Non perdetevi la vista incantevole verso la costa e gli uliveti sottostanti il borgo.
  • Speloncato: si trova salendo verso l’entroterra della Balagne. Tra mari e monti non so cosa ammirare prima e dopo un po’ di curve si arriva a Speloncato un borgo di 290 abitanti a 600 metri sul livello del mare. Il borgo ci accoglie nella sua piccola piazza e subito troviamo quello che è stato il nostro riparo per la notte. Un’antica dimora nobiliare ristrutturata da cui han ricavato un elegante ristorante pian terreno e delle camere ai piani superiori. Dopo essersi rilassati ci siamo goduti la tranquillità del borgo ammirando il tramonto e addormentati con i canti popolari corsi di sottofondo provenienti dall’osteria di fianco. Che esperienza!
  • Lumio: A circa 10 km da Calvi lasciando la costa vi consiglio una visita al borgo di Lumio nella haute Balagne. Una terrazza con vista sulla costa. Da visitare la chiesa romanica di San Pietro e Psolo situata al centro dell’attuale cimitero comunale, a pochi passi dal centro abitato.
  • Occi il villaggio fantasma. Uscite da Lumio e riprendete la statale verso Ile Rousse, fermatevi nel parcheggio vicino l’hotel Chez Charlie e da qui parte l’escursione per il Villaggio abbandonato di Occi. Dopo una passeggiata di circa mezz’ora vi ritroverete tra le rovine del villaggio dove spicca unicamente la chiesa unico edificio che è stato ristrutturato. Anche solo la vista sul golfo di Calvi è uno spettacolo.

Un tour non convenzionale è la scoperta della Val del Nebbio partendo dal désert des Agriates per raggiungere i piccoli paesini e borghi come Santo Pietra di Tenda, Sorio e Oletta.

4. La Corsica rurale. I vini AOC e AOP, birra artigianale e distillati

Durante il tour in Corsica abbiamo conosciuto un sacco di persone gentili ed accoglienti che nella loro semplicità e professionalità ci hanno fatto capire quanto amore ci sia dietro ad un vino e i prodotti della terra. Nella ricerca per migliorare raggiungendo la qualità, elevando la categoria ai vitigni migliori e spesso ispirandosi ai nostri grandi vini italiani.

In sette giorni è stato impossibile vederli tutti ma ho cercato di trovare per voi le storie che meglio possono rappresentala.
Per primo siamo passati da Aléria a scoprire come la tradizione della famiglia Esteve si rinnova da generazioni presso Clos Canerecia con i suoi delicati vini rosè e i rossi Niellucciu AOP.

Durante la una degustazione ad Ajaccio presso Le Chemin des Vignobles, son stata affascinata dalla professionalità e la passione di Benjamin, che entusiasta ci racconta di suo nonno italiano (proveniente anche da un paese vicino al mio sempre in Piemonte) e ci ha consigliato diverse cantine, presenti anche nel catalogo di Vins de Corse, e alcuni di bei locali dove andare a mangiare.

Salendo verso Calvi ci siamo fermati a Clos Laundry, dove sorseggiando un suo Vermentinu ci ricorda che in Corsica quando bisogna chiedere informazioni sulle distanze da un luogo all’altro è sbagliato basarsi sui Km, bisogna parlare di tempo per via delle strade tortuose o trafficate (Calvi-Porto 70km 1h e mezza di curve!).

A Patrimonio abbiamo soggiornato in un hotel con annessa cantina (Domaine Montemagni) e degustato (alle 10:30 del matino) dal gentilissimo Jerome presso Domaine Giudicelli ottimi vini Bio e Biodinamici. Da appezzare il Muscat secco, dolce all’olfatto e secco al gusto.

Infine prima di rientrare abbiamo fatto il giro di Cap Corse fermandoci a Macinaggio presso Clos Nicrosi per assaggiare un Muscat dolce ideale per ogni dessert.

Inutile dire che siamo rientrati con un bagagliaio pieno di vini Corsi, rinnovando così la cantina, questo è il lato positivo di non esser venuti con la moto la seconda volta!

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Fra le colline di Patrimonio si possono gustare ottime birre come quelle BIO Ribella. La storia di Pierre-François Maestracci è affascinante. Nasce viticoltore da tradizione familiare e si evolve prima in distillatore e poi mastro birraio con BIO Ribella, davvero affascinante. Anche andare a degustarle è un’esperienza. In un ambiente bucolico poco fuori Patrimonio, nell’ Auberge ferme Libertalia, abbiamo cenato con dell’ottima carne alla brace sorseggiando le birre Ribella dal forte legame col territorio. La bionda è molto fresca e associa orzo e cedro, e la birra scura è a base di castagne, buonissima! Peccato non averle potuto comprare qui, servono solamente quelle alla spina. A Bastia esiste un loro punto vendita.

Se desiderate acquistare dei liquori 100% made in Corsica ecco un posticino che fa per voi. La distillerie agricole del Pietracorbana offre diverse specialità di liquori e distillati prodotti con erbe e frutti dell’isola.

5. I prodotti gastronomici del territorio

Girando per la Corsica ci siamo accorti come quest’isola sia stato nei secoli un territorio molte influenze quanti le nazioni che hanno governato. Un mix fra la cucina italiana e francese fortemente legata ai sapori della terra. Nonostante sia circondata dal mare suo meglio lo mostra nelle stagioni fredde grazie ai salumi, alla cacciagione e ai prodotti come le castagne e l’olio. Vi consiglio di perdervi tra i mercati tipici come quello di Ajaccio e visitare il sito ufficiale della Strada dei Sensi Autentici della Corsica.

Ma cosa mangiare in Corsica?

  • I Salumi. la charcuterie Corsa è sana grazie ai maiali selvatici che si nutrono di ghiande e castagne locali. I più conosciuti sono:
    – il prisutto, prosciutto essiccato per 18 mesi,
    – l figatellu, salsiccia di fegato al vino,
    – il lonzu
    – la coppa
  • I Formaggi. Il brocciu è un formaggio fresco preparato come base per diversi piatti in Corsica dalle zuppe alle omelette, nelle lasagne e nei dolci tipici come il Fiadone.
  • I piatti a base di Selvaggina. Spezzatini accompagnati dalla polenta e nelle zuppe, così sostanziose da sostituire un pasto intero perché contengono anche carne, maiale e salsiccia e le castagne è uno degli ingredienti del territorio, che insieme all’olio compongono la cucina corsa.
  • Il Pesce. Sulla costa si possono mangiare ottime grigliate di pesce e piatti di frutti di mare, come ricci, sardine farcite al brocciu e la zuppa di pesce, la bouillarbasse.
  • I Dolci. Da assaggiare il fiadone (in foto), la torta a base di brocciu e i canistrelli alle mandorle, noci, limone. Inoltre assaggiate il miele corso
  • Non dimenticatevi di bere un distillato corso a base di castagna per digerire!

6. Andate alla scoperta dei luoghi di pace e spiritualità in Corsica.

Per trovare se stessi e un po’ si tranquillità ecco dove potete andare:

  • Vico e le couvent de Saint Francois. Vico fu l’antico capoluogo della regione del Sagone, si trova ai piedi di una valle ricca di boschi a circa 15 minuti dalla costa. Vico è stata inoltre la residenza dei vescovi di Sagone. Gian Paolo da Leva fondò, poco fuori paese sulla strada per Arborio, il Couvent Saint-Francois. Il complesso bianco bianco svetta in mezzo al verde dei boschi ed è una tranquilla metà di pellegrinaggio. La chiesa merita una visita per ammirare i mobili intagliati in legno di castagno della sacrestia e il Cristo ligneo del XV sec. (forse il più vecchio della Corsica). I frati che risiedono nel convento gestiscono inoltre una foresteria per i pellegrini.
  • La cappella di San Nicolas a Sermano. A pochi chilometri a nord-est di Corte. Non è facile arrivarci e se non si trova qualcuno locale disponibile ad aprirla spesso la si trova chiusa. Però la passeggiata vale la pena.
  • Cappella romanica di Sisco. La cappella romanica di San Michele nell’entroterra di Sisco. Questa magnifica cappella si erge su uno sperone roccioso affacciato alla marina di Sisco. Costruita nel 1030 da muratori pisani è raggiungibile facendo una escursione di circa mezz’ora lasciando la macchina dopo l’abitato di Sisco. Mettetevi scarpe comode e la fatica fatta sarà appagata dalla vista.
  • Facendo il tour della Val del Nebbio immersa nella natura immutata non potete non notare presso la chiesetta di San Michele a Murato che domina la valle. D’influenza toscana è dei migliori esempi di architettura romanico pisano nell’isola.

Un ultimo consiglio … Vivete il mare e la costa della Corsica.

In Corsica ci sono spiagge per tutti i gusti!

Dalle lunghe strisce di sabbia bianca come nel caso di Ajaccio o all’affascinante spiaggia nera di Nonza.
E se amate le piccole calette nascoste tra gli scogli o scogliere da cui tuffarsi allora andate nella costa est di Cap Corse.  L’elenco delle spiagge più belle della Corsica lo trovate qui.

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