Slow tourism: Cosa è il Turismo Lento?

Turismo lento, tutti ne parlano e pochi lo conoscono

Il Turismo Lento – Slow Tourism per gli anglofoni – è una filosofia di vivere prima che applicata nel viaggio.

Promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo.

Conoscenza e scoperta di cibi biologici e a Km zero,  propensione a destinazioni attente dal risparmio energetico e alla raccolta differenziata per perseguire valori sostenibili verso un turismo più sano e reale.

Per chi viaggia in chiave slow è cresciuta la volontà di andar oltre alla brochure e conoscere l’impatto ambientale di una struttura turistica e la sensibilità ecologica dei gestori o la provenienza e del cibo prima di acquistare un determinato servizio.

Purtroppo chi opera nel turismo sì, si è accorto del cambiamento utilizzando sempre più spesso termini come “sostenibile” ed “ecologico” ma spesso abusati o applicati in modo confuso dove in realtà non vengono seguiti i fondamentali.
Urge un glossario che presto pubblicherò!

Turismo Lento – Svezia 2016 passeggiata estiva con i cani da slitta

Perché fare Slow Tourism. L’approccio al Turismo Lento

Condivido lo studio “Destinazione Slow Up” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali UniTS che definisce fare slow tourism come un approccio all’offerta e alla fruizione di prodotti turistici che interagiscono come segue:

  • Contaminazione: stimolano le interazioni con la comunità ospitante.
    La sfera relazionale tra le persone che sono portatori di diverse esperienze, credenze, saperi, culture e la capacità del sistema di offerta di creare fertili opportunità di scambio tra di loro
  • Autenticità: esaltano le specificità dei luoghi.
    La capacità di offrire prodotti e servizi non standardizzati e in grado di esaltare le differenze, rimarcando all’ospite che non potrebbe essere ovunque ma proprio in quel luogo, con le sue peculiarità ed eccellenze.
  • Sostenibilità: minimizzano l’impatto sull’ambiente.
    L’impatto delle attività turistiche sull’ambiente locale è importante, ribadendo la necessità di un approccio sostenibile:
    – ecologicamente leggero nel lungo periodo,
    – economicamente conveniente,
    – eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali.
  • Tempo: richiedono una programmazione rivolta al miglioramento della qualità.
    Ci vuole tempo nell’organizzazione aziendale e territoriale e richiede un orientamento strategico con una progettualità esplicita di medio-lungo periodo.
    Significa dedicare tempo per:
    – analizzare,
    – comprendere,
    – progettare
    miglioramenti qualitativi delle attività, dei servizi e della destinazione per chi ne fruisce come cliente e per chi ci lavora
  • Lentezza: privilegiano ritmi non frenetici.
    La costruzione, promozione e offerta di servizi e prodotti di turismo lento, dai ritmi non frenetici, non massificati, in grado di far partecipare l’ospite a un’esperienza completa, profonda e coinvolgente, che gli consenta di assimilare gradualmente i legami con la realtà locale.
  • Emozione: coinvolgono in un’esperienza multisensoriale.
    La capacità di generare momenti memorabili, che fanno ripartire l’ospite diverso da come è arrivato, segnato da un’esperienza realmente coinvolgente e gratificante. Ispirando la voglia di tornare e il passaparola.

Io aggiungerei Rispetto per le necessità e bisogni delle persone ed inclusione sociale per un turismo per tutti.

Le linee guida per lo Slow Tourism

Grazie al fondo Ita-Slo.eu, il dipartimento ha anche definito le linee guida finalizzate a strutturare il prodotto turistico integrato Slow Tourism

Sono stati presi in riferimento diversi segmenti turistici esistenti e potenziali nell’area come:

  • birdwatching,
  • turismo fluviale e lungo i corsi d’acqua,
  • cicloturismo,
  • cammini;
  • ippovie e mobilità slow

La definizione delle linee guida è stata fatta in collaborazione con il lead partner, il Bsc di Kranji, l’Organizzazione turistica slovena e l’Econstat di Bologna ed è stata così articolata:

1. L’approccio slow al turismo,
2. Marketing e promozione slow,
3. Tecnologie Ict: il fast per lo slow,
4. Il moviLento: naturale e meccanico,
5. Ospitare con una qualità slow,
6. Slow food in slow tourism,
7. L’utenza slow nell’anima e nel corpo,
8. Progettare e vivere lo stile slow.
Per approfondire l’argomento è possibile scaricare in italiano le loro linee guida per lo slow tourism e visitare il sito del progetto.

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